In questo periodo di quarantena da Covid-19 è importante che ogni singola categoria che richiede assistenza non venga lasciata sola e venga accompagnata in questa esperienza che ci porterà dritti sui libri di scuola.
Lavoro in ospedale come ostetrica e tutti i giorni vivo la paura e la preoccupazione delle mamme che incontro o che chiamano per avere informazioni.
A volte ai vertici ci si dimentica che ostetricia è sinonimo di imprevedibilità! Non possiamo programmare una nascita (a meno che non avvenga per via chirurgica per motivi di vitale importanza) e proprio per questo dobbiamo essere pronti ad accogliere qualunque famiglia sia pronta per venire alla luce, anche in tutto questo caos… perché per fortuna la vita non si ferma mai, anche quando fuori sembra che si stia scatenando l’inferno!
Ma care mamme, dobbiamo arrivare pronte più che mai a questo evento perché tutti, anche chi nasce in un periodo storico così delicato, ha diritto ad una buona nascita!
Quindi, come comportarci?
- Osserviamo le indicazioni date dal Governo per la prevenzione: il virus resiste per 9 giorni circa sulle superfici, ma allo stesso tempo è sensibile ai disinfettanti più comuni, quindi è importante lavarsi le mani e lavare le superfici che tocchiamo di frequente; usare la mascherina può essere utile, ma non indispensabile, vista anche la difficoltà nel reperirle (per esempio scarseggiano anche negli ospedali!); cercate di stare meno a contatto possibile con chiunque, poiché tutti noi siamo possibili portatori asintomatici del virus, ovviamente state in casa e uscite solo per validi motivi.
- È il momento di rivedere i programmi per il vostro parto! Fidatevi della persona che vi ha seguiti durante la gravidanza, che sia l’ostetrica o il ginecologo e chiedete loro informazioni su come potervi organizzare nel caso il luogo che avete scelto non sia più agibile: molti ospedali stanno chiudendo i loro servizi per dedicarsi solo all’assistenza Covid-19, altri stanno creando dei percorsi alternativi per i pazienti sani e per quelli infetti o sospetti, altri ancora sono in crisi e non hanno ricevuto direttive valide dalla propria azienda. Per questo vi consiglio di chiamare le sale parto più vicine a voi e chiedere loro come sono organizzati, se lavorano già in sicurezza e se è possibile essere prese in carico dai loro ambulatori (alcuni ospedali sono così oberati di lavoro che non possono più prendere nuove pazienti!).
- Informatevi su come gli ospedali vicini a voi si stanno comportando nei confronti dei papà: non esistono delle indicazioni univoche, in quanto l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha affermato che “L’evidenza di cluster e di co-infezioni all’interno di alcuni nuclei familiari ha inoltre promosso la richiesta di misure preventive, come il frequente lavaggio delle mani e la mascherina, ai partner asintomatici che desiderano accedere all’unità di ostetricia per assistere alla nascita mentre sono categoricamente esclusi i partner positivi al virus che devono rispettare l’indicazione all’isolamento.” Ogni punto nascita sta prendendo decisioni secondo la propria coscienza e la propria capacità di organizzazione e questo significa che ci sono alcuni luoghi che non consentono al papà di accedere in sala parto, alterando l’equilibrio della coppia e della donna che fino a quel momento sapeva di poter contare sul proprio compagno che per lei è faro, roccia e sostegno.
- Mai come questa volta il travaglio in casa sarà apprezzato! Se avete scelto di partorire in ospedale o in un centro privato, spostatevi da casa solo per motivi validissimi: aspettate che le vostre contrazioni siano regolari, frequenti, tutte uguali una all’altra, aspettate che siano delle vere e proprie onde e individuate insieme al vostro compagno il modo migliore per affrontare questa esperienza. Le ultime indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità affermano che ““Le principali novità riguardano la raccomandazione di sottoporre a test per la ricerca del SARS-CoV- tutte le donne che al momento del ricovero per parto manifestano sintomi suggestivi di COVID 19 e di considerare tutte quelle sintomatiche come potenzialmente contagiate.” Nel momento in cui vi presentate in ospedale, siate sempre muniti di mascherina, voi e chi vi accompagna.
- Sono aboliti assolutamente accompagnamenti di gruppo: i parenti restano tutti a casa (forse è a buona volta che le coppie riescano a vivere in serenità un evento così intimo!).
- Sempre l’ISS ci dice che “Per quanto riguarda il parto, in caso di sintomi materni suggestivi di infezione sospetta o certa, l’aggiornamento del RCOG raccomanda, quando possibile, di rimandare i cesarei e le induzioni programmate per ridurre il rischio di trasmissione dell’infezione all’interno dell’ospedale. Un altro aggiornamento riguarda la raccomandazione di evitare il parto in acqua per le donne con infezione da SARS-CoV-2 a seguito dell’evidenza di una trasmissione del virus per via fecale.”
- Informatevi anche sulla gestione nel punto nascita dell’allattamento e rooming-in in questo periodo di emergenza: attualmente le evidenze ci dicono che il virus non vede passaggio verticale, quindi che l’allattamento non è controindicato. Infatti i 3 bambini risultati positivi al virus nel loro primo mese di vita si suppone lo abbiano contratto perché a stretto contatto con qualcuno di infetto che non aveva usato le precauzione indicate. Diverso è per le mamme positive “Le quattro Royal Colleges, Royal College of Obstetricians and Gynaecologists, Royal College of Midwives, Royal College of Paediatrics and Child Health, Royal College of Anaesthetists, e l’Obstetric Anaesthetists’ Association hanno rilasciato una interim guidance, costantemente aggiornata. Relativamente alla gestione post natale e all’allattamento il documento riporta: le indicazioni della Commissione Cinese sono di isolare la madre infetta e il suo bambino per 14 giorni. Questa applicazione del principio di precauzione alla madre e al suo lattante sano non dovrebbe essere presa alla leggera, dati i potenziali effetti dannosi sull’allattamento e sul bonding. Data l’attuale limitata evidence, consigliamo (advice) che le donne e i lattanti sani, che non richiedano altrimenti cure neonatali, siano tenuti insieme alle proprie madri nell’immediate periodo post-partum. È raccomandata la discussione dei rischi/benefici con i neonatologi e le famiglie che dovrebbe essere finalizzata a individualizzare l’assistenza nei bambini più suscettibili (interim guidance). Tutti i bambini/e nati da madri COVID-19 positive dovrebbero essere soggetti a un monitoraggio stretto e appropriato e presi in carico tempestivamente per le cure neonatali, qualora necessario. I bambini nati da madri risultate positive al tampone dovranno essere soggetti a follow up e sorveglianza dopo la dimissione. Alla luce dell’evidenza disponibile, consigliamo (advice) che i benefici dell’allattamento superano qualsiasi rischio potenziale di trasmissione del virus attraverso il latte materno. I rischi e i benefici dell’allattamento, incluso il rischio di tenere il bambino a stretto contatto con la madre, dovrebbero essere discussi con lei (interim guidance).”
- Informatevi di corsi preparto online: conosco tante colleghe validissime che stanno organizzando durante la quarantena corsi di accompagnamento alla nascita via skype. Il fatto di essere in un periodo di tensione non deve farci distogliere lo sguardo sul nostro obiettivo di meritare, nonostante tutto, un parto consapevole.
- Restare a casa non significa stare ferme: ogni giorno dedicarsi del tempo per fare stretching, yoga, respirazioni profonde e ginnastica pelvica è un’attività sana e preparatoria ai fini di un buon parto.
- Riempitevi di pensieri e messaggi positivi, che fanno bene al vostro umore ed al vostro bambino che è una spugna di emozioni.
- Leggete solo informazioni da fonti certe.
Vivere con positività ogni esperienza, anche la più preoccupante, ci pone davanti al mondo con una marcia in più! Quale virtù più saggia tramandare ai propri bambini?
Durante questa quarantena reinventatevi ed abbiate fiducia, perché finirà tutto e ne usciremo potenti.
Andrà tutto bene.
Alessia.